Olistage di Alessandro Simonini  
Corsi di Recitazione OLISTAGE a Roma - BAMBINI
 


 

CORSI di RECITAZIONE e di MUSICAL/CANTO per BAMBINI e RAGAZZI

Il corso è pensato per i più giovani, per stimolare la loro voglia di relazionarsi con gli altri e motivarli. Giocando imparano ad assumersi l'impegno di portare a compimento un progetto finale comune: nel nostro caso possono essere brevi situazioni sceniche o un vero spettacolo teatrale.  

QUANTO TEMPO LI OCCUPA?

RECITAZIONE: un incontro a settimana, di Venerdi, dalle 16 alle 17:45 (età 11-14)  e dalle 17 alle 18:45 (età 7-10)

CANTO: venerdi dalle 18:45 alle 19:45 (dopo la lezione di recitazione)

 

DOVE SI SVOLGE?

A Roma (Eur), Parrocchia S. Gregorio Barbarigo

COSTI: iscrizione € 50 e un costo mensile di € 60 (recitazione)

€40 (canto)

IL GIOCO DELLE EMOZIONI

Giocare a riconoscerle e a gestirle offre ai più giovani il principale strumento di esplorazione e di comprensione di sé stessi e degli altri.

Il metodo applicato nei nostri corsi, in termini di rapidità ed efficacia, garantisce risultati quasi sbalorditivi se confrontati con altri percorsi formativi. Già dai primi incontri, nell'emozionarsi a comando, gli allievi comprendono la vastità del loro potenziale comunicativo e creativo.

Ancora più sorprendente è la facilità con la quale i più giovani si impossessano della tecnica.

Giocano da subito a ridere, ad arrabbiarsi, ad essere tristi o felici in maniera sincera e genuina, senza alcun ricorso alla psicotecnica. Senza cioè la necessità di utilizzare il loro vissuto.

Recitazione bambini olistage

COS'È LA PSICOTECNICA?
La psicotecnica è da sempre il principale strumento utilizzato dagli attori per generare l'emozione del loro personaggio. Per far questo, attingono ad un ricordo reale, spesso tragico. Memorizzano le sensazioni che scaturiscono da tale reviviscenza, e le adattano poi alla richiesta scenica.

PERCHÉ ALL'OLISTAGE PREFERIAMO EVITARE LA PSICOTECNICA?
Nel caso di emozioni positive in realtà non ci sarebbero problemi: ricordare un lieto evento fa bene e non ha controindicazioni. Ma nel caso di situazioni fortemente drammatiche o tragiche si hanno sempre effetti collaterali inaccettabili: la causa reale, riportata in superficie, resta a intossicare l'organismo ben oltre i tempi scenici. Il nostro metodo esclude una tale eventualità.
Quando necessario, le emozioni negative vengono riprodotte garantendo le stesse manifestazioni organiche ed espressive. Ma non essendoci cause reali, le sostanze chimiche generate dalla pratica espressiva restano in circolo solo per il tempo della battuta.

L'allievo, specialmente quando è bambino, deve sempre tornare a casa sano e felice.

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DIARIO DI BORDO

cosa succede a teatro?

Francesca è una bambina di 11 anni, minuta, generalmente allegra e vivace. Frequenta il laboratorio teatrale del venerdi presso lo spazio teatrale messo a disposizione da una parrocchia dell'Eur di Roma.

La settimana scorsa, Francesca è arrivata con qualche minuto di ritardo visibilmente tesa. È salita sul palco cominciando a fare gli esercizi di dizione insieme agli altri compagni. Dopo qualche istante è scoppiata in un pianto disperato. Le ho chiesto cosa fosse successo e lei, tra un singhiozzo e l'altro, ha accennato ad un brutto litigio avuto con la mamma poco prima di entrare. Non ho voluto conoscerne i motivi, ma ho provato a bloccare il flusso di emozioni prima che potesse radicarsi ancora di più. Prendendola in contropiede e con tono entusiastico le ho detto che il suo pianto era fantastico! Stavano cercando una bambina per un cast che sapesse piangere proprio come lei!

“Sei in grado di metterci ancora più energia? Perché sei perfetta!”

Questa frase ha sortito in lei il primo prezioso disorientamento. Immediatamente le ho chiesto se sapesse anche ridere e mostrarsi felice, in quanto un altro ruolo più importante, da protagonista, richiedeva proprio tali caratteristiche.
Con tono assertivo le ho detto:

“Fammi vedere se riesci a differenziare in buon umore!”

Il cambiamento è stato immediato. La bocca ancora aperta per sfogare la sua disperazione ha cambiato forma, sollevando gli angoli. Gli occhi le si sono illuminati e Francesca ha cominciato a ridere, non tanto per superare il provino, ma perché la sua tristezza era oramai andata in corto circuito lasciando spazio ad un'ilarità genuina e contagiosa. Il problema era stato risolto in meno di un minuto. E da quel momento la sua partecipazione al laboratorio è risultata spensierata e impeccabile come sempre.
Episodi come questo confermano quanto sia corretta la strada “senza psicotecnica” che sto percorrendo da anni insieme ad allievi di ogni età. Giovani e adulti imparano con la pratica l'importanza, ma ancor più la relatività di ogni emozione, come dimostra l'esempio riportato.

Molte sono le cause che quotidianamente possono indurci al malumore. La chiave che offre il metodo consente di disinnescare tali processi di intossicazione prima che possano stabilizzarsi in una tristezza senza facile soluzione.

In qualità di formatore per attori ammetto di essere sempre meno interessato agli attori. Da anni, nei miei corsi, osservo e prediligo benefici ad ampio spettro d'azione: studenti che incrementano le loro prestazioni e scoprono il piacere di sottoporsi ad un esame come se fosse un emozionante debutto in scena; dipendenti che migliorano la qualità delle loro relazioni in ambito lavorativo; psicoterapeuti che integrano nella loro attività una visione complementare offrendo spesso soluzioni istantanee a problematiche che l'analisi vorrebbe sondare invece per settimane o mesi.

Riconoscere l'importanza della nostra intelligenza emotiva non basta. Possiamo far nostre le implicazioni di tale consapevolezza solo quando riusciamo per primi a comprenderle non di testa, ma di pancia, sperimentandole.

È proprio questa una delle scoperte più importanti e sorprendenti che l'allievo fa nelle prime ore di laboratorio: le emozioni non hanno bisogno di una causa reale per emergere e per produrre tutti gli effetti fisiologici noti alle neuroscienze.
Quindi il malumore, provocato o meno da una causa a noi nota, come nel caso di Francesca, può essere contrastato e sovrascritto da un buon umore indotto, anche senza un motivo, grazie alla nostra consapevolezza o a quella di un counselor esterno.

La pratica scenica, insieme agli esercizi di gruppo sull'empatia consentiranno poi a chiunque di avere in dotazione strumenti verificati per risolvere quotidianamente disagi e conflitti, accelerando così il cammino verso la gratificazione ed il successo personale.

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Accademia di Arti Sceniche Olistage